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Civita - Il Parco del Pollino e Le Gole del RaganelloLa Valle del Raganello rappresenta una delle più famose grandiosità geologiche del parco. Caotici massi, pareti levigate alte fino 700 metri, forme di erosione di qualsiasi tipo, scivoli, spumeggianti cascatelle: questo è lo spettacolo ciclopico offerto dal canyon del Raganello. Uno spettacolo di cui si può prendere tranquillamente visione almeno nel primo tratto. Il canyon del Raganello viene distinto dagli esperti in due parti:
Il Parco Nazionale del PollinoIl Parco nazionale del Pollino, posto a cavallo tra Basilicata e Calabria, con oltre 182.000 ettari è il parco naturale più grande d'Italia.Un immenso patrimonio naturale che non ha eguali, dove spuntano vette altissime ed imponenti: Serra Dolcedorme (2267 m), Monte Pollino (2248 m), Serra del Prete (2181 m), Serra delle Ciavole (2127 m) e Serra di Crispo (2053 m) imbiancate per buona parte dell'anno, tanto da meritarsi l'appellativo di "i monti del dio Apollo". A est e a ovest l'orizzonte incontra il mare: da una parte lo Ionio, dall'altra il Tirreno. Paesaggi unici, natura selvaggia e incontaminata, atmosfera avvolgete e sentieri meravigliosi fanno del Parco del Pollino un vero e proprio paradiso terrestre. Passeggiate interminabili, possibilità di osservare animali e rapaci, gustare prodotti genuini, escursioni in mountain bike a cavallo e in canoa, oltre ad emozionanti discese in rafting, si offrono al turista durante il suo soggiorno. La Fauna del ParcoDal punto di vista faunistico l'area del Pollino è fra le più rilevanti d'Italia. Oltre alla varietà di ambienti (da quelli strettamente mediterranei a quelli alto montani) la posizione geografica consente una elevata ricchezza di specie e di peculiarità zoologiche, in quanto favorisce lo scambio di elementi faunistici con il resto dell'Appennino.Tra le cime dolomitiche, sui costoni e le balconate volteggia imperiosa l'aquila reale, con una apertura alare che supera i 2 metri. Le zone coperte di boschi di faggio, di castagno e di cerro sono popolate da diverse specie di animali alcuni delle quali in via di estinzione: il lupo appenninico, il capriolo autoctono di Orsomarso, la lontra, lo scoiattolo, la lepre, il tasso, l'istrice, il cinghiale, il capovaccaio (avvoltoio), il picchio nero , il falco pellegrino, il gufo reale e il corvo imperiale. Altri animali presenti nel parco: il gatto selvatico, il grifone, la puzzola, la Melanargia arge, la testuggine palustre, la rosalia alpina, la salamandrina dagli occhiali. La Flora del ParcoLa flora si distingue per la grande ricchezza delle specie presenti, che testimoniano la varietà e la vastità del territorio e le diverse condizioni climatiche che lo influenzano.Alcune specie endemiche, e la presenza di rare associazioni vegetali, rendono l'area del Parco unica in tutto il mediterraneo. Nelle aree di maggiore altitudine vegeta una rarità, il pino loricato (simbolo del parco) albero alto e imponente, originario della penisola balcanica che qui trovò, durante le ultime glaciazioni, terreno ospitale. Sulle pendici delle montagne si estendono immense, fitte, impenetrabili foreste di faggi, di lecci, di aceri, di castagni, di cerri, coperte di muschio e tappezzate di funghi e di erbe aromatiche. Gli spazi aperti, infine, si riempiono di altra natura, più semplice, con un paesaggio che si adagia sui campi ancora coltivati a grano, si copre di piante, di querce, di peri selvatici di agrifogli, di biancospini, di ginestre, di fiori, di genziane, di viole, di papaveri, di peonie, di dafne, di orchidee, di ciclamini, di campanule. |
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